Concorrenza Google Ads - background

La tua Concorrenza usa il nome della tua azienda per rubarti clienti?

Proprio in questo momento, la tua concorrenza potrebbe usare il nome della tua azienda come parola chiave in una campagna su Google Ads con lo scopo di rubarti visite e clienti che invece stavano cercando il tuo sito. Per far apparire un annuncio prima dei risultati organici (quelli gratuiti per intenderci) e attirare il clic degli utenti distratti. Si tratta di qualcosa che avviene senza che ce ne accorgiamo e che potrebbe distrarre dal nostro sito molto traffico e molte opportunità. E’ una situazione abbastanza comune nel mondo dell’arredamento ad esempio, dove i vari negozi locali si fanno la guerra proprio sulle cosiddette parole chiave brand. Ecco un esempio di cosa avviene quando si cerca scavolini bologna:
Scavolini - Concorrenza Google Ads
Questo esempio mostra chiaramente come si possa usare il nome di un’altra azienda come parola chiave e apparire sulle ricerche relative. Si tratta di una pratica scorretta da un punto di vista legale e sconsigliabile da un punto di vista tecnico. una pratica scorretta dal punto di vista legale e sconsigliabile da un punto di vista tecnico

Succede anche a te?

  • Prova a cercare il tuo nome su Google.
  • Nella zona riservata agli annunci a pagamento, appaiono quelli di un’altra azienda tuo competitor?

Se non appaiono dei competitor…

Per il momento sei al sicuro, ma ti suggerisco di controllare di tanto in tanto per verificare che i tuoi competitor non facciano i furbi tentando di rubare visite di persone che stanno cercando il tuo sito.

Se ci sono dei concorrenti

Se invece la tua situazione è simile a quella di Scavolini Bologna, sappi che molto probabilmente stai subendo la concorrenza sleale da parte dell’azienda concorrente. molto probabilmente stai subendo la concorrenza sleale da parte dell’azienda concorrente La normativa italiana infatti configura come atto di concorrenza sleale chiunque “usa nomi o segni distintivi idonei a produrre confusione con i nomi o i segni distintivi legittimamente usati da altri, o imita servilmente i prodotti di un concorrente, o compie con qualsiasi altro mezzo atti idonei a creare confusione con i prodotti e con l’attività di un concorrente”. E ci sono già diverse sentenze che riguardano questa casistica applicata a Google Ads. E’ una situazione che mi fa arrabbiare molto perché per una PMI come la tua ogni euro speso è importante e ti hanno messo nelle mani di persone che non hanno la maturità per capire cosa vuol dire fare Business.

Come risolvere il problema?

1 – Fai una telefonata

Innanzitutto, sappi che il tuo concorrente potrebbe non essere al corrente di questa situazione. Ci sono degli accorgimenti tecnici, per evitare che accada questo, che chi sta seguendo la campagna Google Ads del tuo competitor forse non ha applicato. Il 90% delle volte il tutto si risolve velocemente con una telefonata o una mail. Quindi prima di chiamare l’avvocato ti conviene sentire il tuo concorrente.

2 – Chiedi a Google di tutelare il marchio

Puoi chiedere a Google di tutelare il tuo marchio per fare in modo che non possa essere utilizzato all’interno di un annuncio (link relativo https://support.google.com/adspolicy/answer/6118?hl=it). Questo impedisce ai tuoi competitor di usare il tuo marchio negli annunci, ma non gli impedisce di usare la parola chiave del tuo brand per fare apparire degli annunci.

Occhio alle eccezioni

Siamo nell’ambito del diritto, quindi le eccezioni e le sfumature si sprecano. Per essere sicuro contatta un avvocato esperto nella tutela dei marchi registrati. Il nostro legale di riferimento è l’avvocato Enrico La Malfa dello studio Safety Brand che puoi contattare chiamando il numero 051.22.43.17 oppure utilizzando il form sul sito www.registrareunmarchio.it

3 – Attiva una campagna Brand

Attiva anche tu un annuncio sulla tua parola chiave brand. E’ una pratica da fare sempre, anche quando non ci sono competitor che fanno concorrenza sleale. Oltre a proteggere il tuo Brand ti permette di:
  • aumentare il punteggio di qualità del tuo account Google Ads grazie a un CTR molto alto
  • mandare gli utenti verso pagine del sito diverse da quelle scelte da Google nella parte organica.
In più costa molto molto poco (pochi centesimi di euro). Questo è uno degli escamotage utilizzati dagli esperti nella gestione di campagne su Google Ads per pagare di meno rispetto alla concorrenza. Come spiego un articolo su Google Ads pubblicato su questo stesso blog, la regola è che Per spendere meno su Google Ads bisogna essere disposti a pagare di più Perché questo avvenga è importante avere ben presenti le 5 regole che seguiamo in agenzia per avere delle campagne che permettono di essere primi e spendere di meno rispetto alla concorrenza:
La campagna Brand è una delle strategie che si possono mettere in atto per pagare meno degli altri. Esattamente come abbiamo fatto con la campagna di Fabrizio Montanari, titolare del sito watabi.it
testimonianza Fabrizio Montanari - Watabi
Usare il nome dei propri competitor in una campagna brand è uno dei 10 errori che trovi elencati nella Checklist per Google Ads che ho scritto con lo scopo di aiutare le aziende a individuare elementi che potrebbero causare uno spreco di budget. 2 volte su 3 infatti, quando veniamo contattati dalle aziende per analizzare l’andamento delle loro campagne troviamo sprechi che possono arrivare fino al 40% del budget. Sprechi che sono più o meno causati sempre dagli stessi errori.

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Qualche riga sull'autore

Angelo Valenza

Angelo Valenza

Titolare di Clickable e Digital Strategist. Mi piace pensare a me stesso come un imprenditore al servizio di altri imprenditori. Per anni ho lavorato come consulente esperto di SEO e ADV per alcune delle più importanti agenzie di comunicazione del territorio bolognese, grazie alle quali sono entrato in contatto con le principali aziende del territorio emiliano-romagnolo (tra le quali Fabbri, Poltrone e Sofà, Unipol, CIR food). Ogni giorno mi alzo con l'obiettivo di creare un'azienda in cui ci si possa riflettere chi ci lavora, siano essi clienti, colleghi e fornitori.

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