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Analisi SEO di un sito web: checklist veloce per verificare lo stato di salute

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Hai messo in piedi il tuo sito web da un po’ di tempo, ma non hai mai fatto un’analisi approfondita per controllare che tutto funzioni a regola d’arte SEO?

Avere un sito, ma non sapere se è (ben) posizionato sul motore di ricerca è un grosso problema! Significa innanzitutto non conoscerne l’effettivo stato di salute e non sapere se compare nei risultati di Google per delle ricerche pertinenti. 

È come aver costruito una macchina, ma ignorare se una volta messa in moto questa sia in grado di reggere un viaggio o se invece perde i pezzi per strada.

Inoltre, è un chiaro sintomo che non sia stato costruito tenendo conto dei principi della SEO: può essere esteticamente gradevole, ma di fatto è inesistente su Google. 9 volte su 10, quando analizziamo un sito internet, le criticità tecniche e contenutistiche che rileviamo sono molto simili.

Abbiamo quindi pensato di buttare giù una checklist SEO veloce per permetterti di 

individuare i problemi più comuni che impediscono a Google di posizionare al meglio un sito.

Questa checklist è molto utile in svariate occasioni: 

  • è avvenuta una migrazione (si passa da un sito A a un sito B con la modifica delle url e delle pagine) e vuoi essere certo che tutto sia stato fatto nel migliore dei modi
  • ci sono stati degli interventi di natura tecnica sul sito e vuoi verificare che tutto vada tutto bene 
  • in generale, ogni volta che vuoi analizzare il tuo sito internet e vuoi individuare problemi e criticità.

Alla fine di questa lettura:

  • saprai che cosa fare per avere un sito ottimizzato in ottica SEO che possa ambire alle prime posizioni
  • conoscerai i 9 tipici errori che impediscono a Google di indicizzare e posizionare un sito
  • ti consiglieremo 3 interventi rapidi che avranno subito un impatto positivo sul tuo sito

L’algoritmo di Google cambia continuamente, ma i suoi principi di base sono gli stessi 

Ti sarai reso conto come l’algoritmo di Google sia continuamente in evoluzione: riesce a rispondere sempre meglio alle ricerche che facciamo e la SERP (la pagina dei risultati di ricerca) si popola sempre più di risultati “arricchiti”: i classici risultati testuali ormai sono affiancati da video, FAQ, tutorial, anteprime di articoli, immagini e molto altro.

L’esperienza, per l’utente, è completa: nella maggior parte dei casi in pochi secondi trova tutte le risposte che cerca 

Il principio di base, quindi, non è cambiato: per Google la mission rimane offrire la migliore e più completa risposta possibile agli utenti, e per farlo utilizza tutte le informazioni che trova nei siti. 

Se i siti sono costruiti secondo determinati canoni, ci sono maggiori probabilità che Google li prenda in considerazione,

Come puoi allora “farti notare” da Google con il tuo sito?

Se parliamo di SEO onsite – e quindi di tutti quegli accorgimenti SEO che possono essere messi in pratica direttamente sul sito –  ecco ciò a cui prestare la massima attenzione: 

  • non ci devono essere duplicazioni di contenuto: i testi che popolano le pagine del sito devono essere unici e originali
  • i contenuti, inoltre, devono essere esaustivi e tesi a dare le informazioni più complete all’utente. Devono essere scritti guardando anche ciò che fanno i competitor e devono offrire sempre un qualcosa in più rispetto a loro
  • La struttura del sito deve essere snella e facilmente navigabile: la regola aurea è quella di non andare oltre i 3 clic di profondità per evitare che l’utente (e il motore di ricerca) si perda nella navigazione
  • La velocità di caricamento del sito è importantissima ed è un fattore di posizionamento: offrire un’esperienza veloce significa soddisfare l’utente nel minor tempo possibile
  • Il sito deve essere aggiornato costantemente con contenuto nuovo, fresco e di valore

Se parliamo invece di SEO offsite – e quindi di tutti quegli accorgimenti SEO che possono essere messi in atto esternamente al sito – ciò che non dovrebbe mai mancare è una buona strategia di link building.

La link building in breve: ecco di cosa si tratta 

La link building, letteralmente la costruzione di un sistema di link, è ciò che permette al tuo sito di essere ancora più facilmente “notato” da Google.

Un link presente nel sito A che punta ad sito B viene interpretato da Google come un “consiglio”: il sito A “consiglia” (attraverso un link) il sito B, di conseguenza significa che il sito B, per Google, è un sito buono e affidabile. 

Ad esempio: ho un sito di scarpe e ricevo un link da un articolo presente all’interno di un sito autorevole che parla dei migliori modelli di scarpe per la stagione primavera/estate. 

Per Google, quindi, il mio sito – dato che è stato linkato (consigliato) da un sito autorevole in tema con il mio – è un sito affidabile.

Questa è una sintesi estrema del funzionamento della link building, ma in buona sostanza puntiamo a far capire a Google, attraverso i link che riceviamo da altri siti, che il nostro è serio e meritevole di attenzioni. 

Una strategia di link building va studiata nei minimi dettagli e non è semplice: i link che arrivano al nostro sito devono essere di qualità, devono essere in tema con il nostro business, devono rispettare determinati requisiti. 

Conta più la qualità che la quantità, e questo è un punto importante: non serve avere 100 link se poi questi sono tutti di scarsa qualità.

Anzi, in questo modo rischiamo di attirare l’attenzione di Google ma nel modo sbagliato: potremmo infatti essere “penalizzati” perché abbiamo abusato di link.

Dato che la link building è un tema delicato ti invito a leggere il nostro articolo “cos’è la link building

Come avrai visto tra SEO onsite e offsite c’è già un bel lavoro da fare.

Vediamo invece ora quali sono gli aspetti più importanti di cui tenere sempre conto.

9 errori o meglio: 9 domande da porti

Arriviamo al dunque e al pratico. 

Vuoi capire se il tuo sito è messo bene e vuoi fare una rapida rassegna degli aspetti principali. 

Ci sono 9 elementi che possono trasformarsi facilmente in errori che non permettono al tuo sito di posizionarsi. 

Ecco su cosa dovresti concentrarti per scoprirli: 

  1. Indicizzazione
  2. Sicurezza
  3. Andamento
  4. Keywords
  5. Presentazione nella SERP
  6. Meta Tag
  7. Link rotti e redirect 301
  8. Velocità
  9. Link al sito

Prima di procedere ti consigliamo anche due tool che ti possono aiutare a capire velocemente lo stato di salute del tuo sito: 

  • SeoZoom per l’analisi del mercato italiano 
  • SemRush se vuoi analizzare il mercato internazionale.

Se invece disponi di Google Analytics, puoi rapportare ciò che vedi con questo strumento con quello che osservi con uno dei due tool di cui sopra.

Analytics offre una foto certamente più fedele della situazione del traffico del tuo sito, ma può essere meno comprensibile per chi è alle prime armi. 

Stesso discorso vale per Google Search Console: è un ottimo strumento gratuito offerto da Google che rapporta il traffico alle keyword posizionate, ma può risultare meno pratico per chi non lo maneggia quotidianamente. 

1. Il tuo sito è indicizzato?

La prima domanda, sembra banale ma non così scontata.

Essere indicizzati su Google significa “essere presenti nel suo registro”.

Come fare a saperlo? 

Prova a digitare su Google il comando site: seguito dall’url del tuo sito, così:

site:www.nomesito.com 

In un colpo d’occhio scoprirai quante pagine del tuo sono effettivamente indicizzate.

Se il numero di pagine indicizzate è molto inferiore rispetto alle pagine presenti nel sito, hai un problema di visibilità su Google.

I motivi possono essere svariati, prova a rileggere il paragrafo sulla SEO onsite e Offsite. 

Il modo migliore per capirlo è fare una SEO Audit approfondita del tuo sito (prova a richiederla qui).

2. Il sito è sicuro?

È stato attivato l’HTTPS sul sito?

Questo protocollo garantisce un ambiente sicuro e protetto per gli utenti. Senza di esso il tuo sito viene percepito come “Non Sicuro” da Google e di conseguenza dagli utenti. L’attivazione dell’HTTPS inoltre è ormai un fattore posizionante per il motore di ricerca, per cui va sempre attivato.

Per verificare questo aspetto, digita l’url del sito completo di HTTP (ad esempio http://www.website.com) sulla barra dell’indirizzo del browser, e controlla se il sito fa automaticamente redirect verso la versione in HTTPS.

3. Il traffico del sito è costante? 

Per capirlo puoi fare una verifica su SeoZoom digitando l’indirizzo del tuo sito sulla barra di ricerca che trovi in alto in tutte le pagine.

Se trovi un traffico molto altalenante o addirittura in discesa, è il caso di allarmarsi.

Dovrai capire quanto prima quali pagine stanno perdendo traffico, per quali keyword e soprattutto per quali motivi.

Forse non aggiorni il tuo sito da molto? C’è stato un update algoritmico di Google e il tuo sito è stato “riconsiderato”? Probabilmente hai una serie di deficit tecnici per i quali Google ti penalizza.

Anche in questo caso, una Audit del sito può chiarire molti dubbi. 

Grafico di un sito con traffico incostante
Grafico di un sito con traffico constante

4. Per quali parole chiave è posizionato il sito?

Qui devi porti una serie di domande e provare a verificarle su SeoZoom:

  • Su quale keyword sei posizionato? 
  • Sono keyword generiche o specifiche? 
  • Descrivono quello che vendi o quello che fai?
  • Quante di queste portano veramente traffico?
  • Chi sono i competitor sulle stesse parole chiave
  • Su quali keyword sono presenti i competitor e invece tu no?

Una volta individuate le parole chiave migliori, cerca di monitorarne l’andamento.

Ricorda: la parola chiave giusta non è quella che ha più ricerche, ma quella che descrive meglio il tuo prodotto/servizio. 

5. Come si presenta il sito in SERP (Pagina dei risultati di ricerca)?

Quando il tuo sito compare nei risultati di ricerca di Google, come compare? 

Il titolo e la descrizione (in gergo, meta title e meta description) compaiono per intero? 

Ciò che compare è scritto bene, è comprensibile? 

Ciò che si legge, invoglia l’utente a cliccare?

Compaiono solo risultati pertinenti al tuo sito?

Risultati SERP di Google

Una volta che hai risposto a queste domande, puoi farti un’idea su come si presenta il tuo sito all’utente nei risultati di ricerca di Google: è importante restituire un’immagine curata, con un’ottimizzazione puntuale dei metatag, appunto il title e la description. E ricordati:
il title deve contenere tra i 40 e i 60 caratteri (spazi inclusi)
la metadescription tra i 140 e i 155 caratteri (sempre spazi inclusi).

Questo ci porta direttamente al punto successivo.

6. I principali metatag sono ottimizzati e presenti?

In questo punto scendiamo su un aspetto ancora più tecnico: 

I metatag riferiscono preziose informazioni a Google circa il nostro sito: sono “nascosti”, sono inseriti a livello di codice, ma Google li legge molto bene e compaiono all’utente solo nella SERP.

Questi metatag sono presenti nel tuo sito? E se sì, sono scritto nel modo corretto?
Senza scendere nel dettaglio su cosa sono e a cosa servono i metatag ti basti sapere che se questi mancano, è un problema poiché le pagine del tuo sito non risulteranno mai ottimizzate nel modo corretto agli occhi di Google.

La versione a pagamento di SeoZoom che ha un crawler interno che ti permette di  osservare proprio questo aspetto e di capire, in una rapida occhiata, se i metatag sono presenti, se sono duplicati e se ci sono altri tipi di problemi

Puoi effettuare questa analisi con diversi tool. Alcuni offrono una versione gratuita per aiutare anche chi non è esperto a fare un rapido check. Per un’analisi più puntuale bisogna però dotarsi di strumenti idonei, e a pagamento, tra i quali i migliori che possiamo consigliarti sono SEOZoom e ScreamingFrog.

7. Ci sono Errori 404? 

Gli errori 404 – quelle pagine non trovate o inesistenti – sono fastidiosi per chi naviga su un sito: l’utente si ritrova improvvisamente su una strada interrotta e nella maggior parte dei casi non gli viene offerta una strada alternativa. 

Per Google, un sito che possiede dei 404, è sinonimo di un sito poco curato. 

I 404 hanno luogo quando ad esempio vengono cambiate delle url, ma non vengono effettuati gli opportuni redirect.

Oppure quando inseriamo un link in una pagina, ma lo digitiamo in modo scorretto. 

È necessario individuare tempestivamente gli errori 404 sul tuo sito e correggerli, per offrire un’esperienza di navigazione piacevole e senza interruzioni.

Anche in questo caso, un tool come SeoZoom o SemRush può essere molto utile per l’individuazione rapida degli errori.  

8. Il sito è veloce?

La velocità è ormai un fattore che incide in modo importante sul posizionamento di un sito, soprattutto da mobile. L’attenzione deve essere quasi maniacale.

Un sito che ha una velocità di caricamento più di 3 secondi, per Google è già considerato come non meritevole

Per controllare la velocità del tuo sito puoi utilizzare uno strumento fornito direttamente da Google: Page Speed Insight

Utilizzarlo è molto facile, basta inserire l’indirizzo del tuo sito e lo strumento ti fornirà due parametri (uno per la velocità da desktop e l’altro per la velocità da mobile) su base 100: se questi sono al di sotto di 70, allora conviene avvalersi dei suggerimenti riportati dallo strumento per correre ai ripari. 

Si tratta di suggerimenti e ottimizzazioni che nella maggior parte dei casi hanno bisogno di essere eseguiti solo da uno sviluppatore.

9. Il sito ha link di qualità?

Ritornando al tema link building affrontato in precedenza, questa è una domanda molto importante da porsi: ci sono dei link di qualità che puntano al sito?  

Per scoprirlo puoi sempre avvalerti di SeoZoom che ha un’apposita sezione dedicata al tema: in essa possiamo scoprire i link distinti in base alla qualità.

Se sono presenti solo link di bassa qualità, è necessario fare in modo di bilanciare il profilo perché Google possa prenderci in considerazione. Come?

Attuando una vera e propria strategia di link building: in questa sezione puoi scoprire come.

Se scopri da SeoZoom di avere pochi link in entrata o nessuno, allora è il caso di adoperarsi per averne di più.

3 cose da fare subito per migliorare la SEO del tuo sito

Dalla checklist appena vista, ti sei reso conto che dovresti subito rimboccarti le maniche.

Su cosa puoi lavorare subito?

Certo, il primo passo potrebbe essere quello di richiedere un SEO Audit per scovare tutte quante le criticità e tutte le soluzioni più adatte per porvi rimedio.

Se invece non hai tempo per una SEO Audit, puoi iniziare a concentrarti su:

– Contenuti: arricchire i contenuti delle pagine principali e di quelle più visitate: se possiedi dei contenuti minimal, è arrivato il momento di rivisitarli. Prova a calarti nei panni dell’utente: quali domande si pone? quali risposte vorrebbe avere? 

Ogni pagina del tuo sito dovrebbe rispondere idealmente a una domanda del tuo cliente ideale.

Puoi partire semplicemente digitando una domanda inerente il tuo business su Google e vedere quali siti sono nelle prime posizioni. Gli spunti da prendere saranno molti.

Pensare alle parole chiave che descrivono al meglio i tuoi servizi e prodotti e capire, attraverso ricerche su Google o attraverso SeoZoom, se sei presente nei risultati di ricerca di Google.

– Alla luce di questi due punti, prova a rivedere la struttura del tuo sito: è strutturato in modo fruibile? E’ possibile navigarlo in tutte le sue parti? Le pagine sono ben collegate fra loro? Le pagine rispondono agli intenti di ricerca dell’utente?

Gli approcci sbagliati alla SEO

Ora che alcuni aspetti della SEO ti sono un po’ più chiari, ti invitiamo a seguire questi 5 ulteriori consigli per evitare di incappare in approcci sbagliati: 

  1. Il contenuto sempre prioritario rispetto al design: ricordati che un sito che risponde alle domande dell’utente è sempre preferibile a un sito esteticamente bello. Contenuto > design
  2. Non pensare alla singola keyword: La ricerca keyword è importante prima di approcciarsi alla SEO, ma è altrettanto importante non fossilizzarsi sulla singola parola chiave. E’ sempre più utile guardare al campo semantico a cui fa riferimento il tuo business 
  3. Attieniti a ciò che vorrebbe Google ma guarda sempre ai competitor,  Google detta le regole della SEO, ma ti conviene non perdere mai d’occhio i tuoi competitor: dopo tutto sono loro che possono ostacolare il tuo posizionamento
  4. Non Fidarti ciecamente dei tool: gli strumenti di misurazione vanno usati con cura e i dati vanno interpretati da un esperto. Contestualizzare i dati è la chiave!
  5. Non delegare tutto a chi ha in mano la parte operativa del progetto: affianca sempre una figura che possa supportare la figura operativa nelle scelte strategiche.

Come hai visto dalla checklist, i punti su cui lavorare potenzialmente sono molti e non sono finiti qui. La SEO richiede molta pazienza, lettura analitica dei dati e soprattutto tanta costanza.

Prova ad applicare alcuni di questi suggerimenti e poi facci sapere com’è andata!