Addio posizione media: cosa cambia per le tue campagne?

Introduzione

Il 30 settembre 2019 Google ha ufficialmente rimosso la metrica relativa alla Posizione Media, una statistica di rapida comprensione che abbiamo sempre utilizzato per capire dove venivano mostrati i nostri annunci rispetto a quelli dei nostri concorrenti, e quindi anche l’andamento delle nostre campagne. Che cosa vuol dire questo per te? Che cambiamenti comporta questo aggiornamento? Non potrai più vedere con precisione in quale posizione Google ha deciso di mostrare il tuo annuncio. Quindi c’è il rischio che i miei annunci siano posizionati peggio senza che io me ne accorga? ti starai chiedendo. No! Niente panico! Google assicura che il nuovo aggiornamento garantirà informazioni estremamente utili per comprendere e monitorare al meglio l’andamento delle campagne pubblicitarie.

Cos’è e quali indicazioni forniva la posizione media

La posizione media è sempre stata un indicatore immediato e di facile comprensione anche per chi aveva poca dimestichezza o era alle prime armi con Google Ads. La definizione di Google era: “Una statistica che descrive in che modo il tuo annuncio si classifica in genere rispetto agli altri. Questo ranking determina l’ordine in cui gli annunci compaiono sulla pagina.”

Perché rimuoverla?

Se, anni fa, la posizione media indicava effettivamente che il tuo annuncio si fosse posizionato al primo posto, secondo posto, e così via nei risultati di ricerca, con il passare degli anni e con le varie evoluzioni e aggiornamenti della pagina dei risultati di ricerca, oggi questa metrica è diventata incompleta e quindi inesatta!
Pagina risultati di ricerca Google nel 2001 (https://edge45.co.uk/blog/google-adwords-evolution-timeline/)
Cercando una qualsiasi parola chiave nella barra di ricerca di Google, infatti, possiamo notare fino a quattro annunci sopra i risultati organici e, scendendo in fondo alla pagina, troveremo altri 3 annunci pubblicitari. Il problema relativo alla metrica della posizione media sorgeva qui: avere una posizione 1, cioè posizionarsi al primo posto, poteva significare che il tuo annuncio fosse comparso in prima posizione sopra i risultati organici, o in prima posizione sotto i risultati organici. Naturalmente era comunque comparso per primo in confronto a quello dei concorrenti, e questo ha sicuramente aumentato le possibilità che venisse cliccato, ma la sicurezza che si fosse posizionato sopra i risultati organici era impossibile da avere.
Capirai perfettamente quanto questa metrica fosse incompleta e avesse perso accuratezza nel tempo!

Maggiore precisione con 4 nuove metriche

Più che ad una semplice eliminazione, abbiamo assistito ad una sostituzione della posizione media con 4 nuove metriche che ci aiutano a comprendere in modo più preciso il posizionamento dei nostri annunci, ma risultano essere molto più tecniche in quanto la lettura dei dati diventa più complessa. Google specifica che: “a differenza della posizione media, queste metriche non indicano l’ordine dei tuoi annunci rispetto agli altri, ma la loro posizione effettiva in SERP”. Per chi ha poca dimestichezza con lo strumento potrà risultare difficile, in confronto all’immediatezza della posizione media, capire come combinare e leggere insieme le quattro metriche per rendersi conto dell’effettivo posizionamento dell’annuncio, e quindi anche dell’andamento della campagna. Ma vediamo insieme quali sono:
Prima Metrica

% impressioni (superiore)

Questa metrica indica la percentuale di impressioni dell’annuncio che si è posizionata nella parte superiore della pagina, cioè in una posizione qualsiasi tra il primo e il quarto annuncio.

Seconda Metrica

% impressioni (sup. assoluta)

A differenza della prima, la metrica % impressioni (sup. assoluta) indica la percentuale di impressioni che il tuo annuncio ha ricevuto nella posizione superiore assoluta, ovvero come primo tra gli annunci sopra i risultati di ricerca organici.

Terza Metrica

QI superiore sulla rete di ricerca

Mostra la percentuale di impressioni ricevute dall’annuncio mostrato in un qualsiasi punto sopra i risultati organici, diviso il numero stimato di impressioni che avrebbe potuto ottenere per la stessa query.

Quarta Metrica

QI parte sup. assoluta (ricerca)

Questa metrica indica la percentuale di impressioni che il tuo annuncio ha ricevuto comparendo nella posizione superiore assoluta (come primo sopra i risultati organici) diviso il numero stimato di impressioni che avrebbe potuto ottenere per la stessa query.

L’analisi combinata di queste quattro nuove metriche risulta sicuramente più articolata ma, se lette nel modo corretto da occhi esperti, forniscono delle informazioni estremamente utili e precise per riuscire a migliorare la qualità della campagna per raggiungere performance migliori, e continuare ad avere posizionamenti rilevanti per la tua strategia di marketing e per il tuo business.

Come inserire le nuove metriche nelle colonne Google Ads

Per iniziare ad utilizzare le nuove metriche fornite da Google ti basta seguire alcuni semplici passaggi:
  1. Accedi al tuo account Google Ads;
  2. Nel menu Pagina, fai clic su Campagne;
  3. Clicca su Colonne (posizionato sopra la tabella relativa all’andamento della tua campagna);
  4. All’interno della sezione Colonne ti basterà cercare le metriche % impressioni (superiore), % impressioni (sup. assoluta), QI superiore sulla rete di ricerca e QI parte sup. assoluta (ricerca).
  5. Una volta selezionate, clicca su Modifica Colonne per aggiungerle.
Se la comprensione non dovesse essere immediata e risultasse difficile analizzare le metriche combinate insieme, non preoccuparti. L’eliminazione della posizione media era stata annunciata mesi fa, e esperti del settore hanno iniziato ad utilizzare queste nuove metriche da prima per prepararsi al meglio a valutare con precisione i nuovi dati in modo da aiutare i propri clienti. Quindi se vuoi capirci qualcosa e hai bisogno di una mano chiamaci, ti aiuteremo volentieri!

Perché questo aggiornamento? Cosa ci sta dicendo Google?

Negli ultimi anni, in particolar modo negli ultimi mesi, Google ci sta spingendo sempre più verso una gestione automatizzata delle nostre campagne: i cambiamenti, gli aggiornamenti e il Machine Learning, infatti, sono segnali di come Google stia spostando la sua attenzione – e quindi anche quella degli inserzionisti – su strategie mirate ad effettive conversioni e non ai posizionamenti. Più risultati, dunque, e meno metriche superficiali. La posizione media era a tutti gli effetti un indicatore di prestazioni, ma non di risultati! Quindi Google ci ha fatto un favore? Non proprio! Questa modifica, che arriva dopo tante altre, ha lo scopo di togliere agli inserzionisti il controllo su determinati aspetti lasciando che sia l’intelligenza artificiale a fare tutto il lavoro. E’ vero, l’automazione offre un’immediatezza e una capacità di calcolo impossibile da raggiungere da una persona. Allo stesso tempo, però, la piattaforma ci impone, giorno dopo giorno, una fiducia assoluta nelle proprie capacità. Fiducia che noi addetti ai lavori, che vediamo ogni giorno decine di account, non ci sentiamo ancora di dare perché non sempre Google riesce a comprendere a fondo tutte le sfumature di un Business. L’intelligenza artificiale funziona bene, ma deve essere controllata e direzionata per lavorare al meglio e non spendere troppo: trovare il giusto equilibrio tra Machine Learning e intervento umano è la vera chiave, oggi, per il successo di una campagna Google Ads.

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