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5 consigli per scegliere il tuo Tone of Voice

Tone of voice, cos’è e 5 consigli per trovare il tuo

Hey, ciao! Ma tu lo sai che cos’è il Tone of Voice? Sì, certo è sufficiente tradurre dall’inglese, che ormai tutti sanno, per capire che è il tono di voce, quello che usiamo sui social. Perché in inglese? È più cool, siamo sul web, non sia mai che passiamo per quelli out.

Per Tone of Voice si intende la modalità attraverso la quale un’azienda, un brand o un’agenzia decidono di comunicare la propria identità e personalità attraverso i testi online, sul proprio sito o sui social network.

Bastano poche frasi per capire come, quando parliamo di Tone of Voice, la definizione è più facile a dirsi che a spiegare. Le informazioni sono le stesse, ma nel primo caso ho scelto di utilizzare un tono colloquiale, semplice e fin troppo diretto, nel secondo caso, invece, il linguaggio è più formale e freddo, ricalcando quell’effetto dizionario che la mia insegnante di italiano mi intimava di evitare nei temi al liceo.

È evidente che il modo in cui raccontare un prodotto, un servizio o la propria realtà, sia importante tanto quanto scegliere cosa raccontare. Ed è qui che entra in gioco il Tone of Voice: individuare quello più adatto a noi e ai nostri obiettivi è fondamentale per poter instaurare un rapporto con follower e lettori. Non temete, abbiamo pensato subito a 5 consigli pratici per mettere subito alla prova copywriter e social media manager.

Tone of voice, una definizione

Certo, le definizioni non fanno parte di quello che potremmo definire come uno linguaggio friendly, ma non possiamo prescinderne quando approcciamo un argomento nuovo. Ecco allora che chiamiamo Tone of Voice il linguaggio scelto per comunicare online. C’è, appunto, una dimensione linguistica, l’uso della punteggiatura, il ricorso o meno alle emoji, ma anche il registro vero e proprio.

Il ToV può essere formale o informale, professionale, istituzionale, amichevole, caldo, asettico, colloquiale, caldo e chi ne ha, più ne metta. È flessibile e personalizzabile, naturalmente, ma l’importante è capire quale meglio rappresenta la propria azienda, brand o cliente. Raccontarsi, infatti, è una parte fondamentale del percorso di definizione della propria identità che, a sua volta, ci permette di posizionare efficacemente il brand sul mercato e differenziarsi dai competitor.

Questo è un passaggio importante e spesso trascurato, e che invece consente di ottenere i migliori risultati sia dalle attività SEO per posizionare un sito su Google, sia per avere buoni ritorni dalle campagne Google Ads.

Infatti, la concretezza e l’appropriatezza del messaggio, al fine di comunicare per bene il proprio posizionamento di mercato, sono necessarie al pari dell’adeguatezza del budget (qui un approfondimento su cosa succede quando le campagne sono limitate dal budget e qui su come funzionano davvero i costi nelle aste Google Ads)

Per questo il ToV deve sempre rispecchiare, in maniera sincera, la nostra personalità ed identità, in maniera coerente tra offline e online.

Perché è utile trovare il proprio Tone of Voice?

Proprio la possibilità di migliorare il posizionamento del brand è uno dei vantaggi legati ad un uso consapevole del Tone of Voice, ma non è certo l’unico. È prezioso, infatti, anche per rendere espliciti, in un clima di trasparenza, quali sono i valori che guidano la nostra attività. Condividere e dimostrare di seguire una strategia di comunicazione e marketing ragionata e coerente non può che essere una boccata d’aria fresca. E, con l’ossigeno acquisito, miglioriamo la credibilità del cliente e conquistiamo la fiducia del follower o lettore.

Infine, non dimentichiamoci l’importanza delle emozioni, capaci da sole di muovere le persone stimolando azioni e reazioni concrete in risposta al nostro messaggio. Il linguaggio ci viene in soccorso anche in questa missione, supportandoci nell’impresa di stabilire una connessione con gli altri. Anche una parola, messa nel posto giusto, può fare la differenza.

5 consigli per capire come scegliere il Tone of Voice che fa per te

Tutto molto bello, almeno sulla carta, ma tradotto in tasti pigiati sulla tastiera come faccio? Non c’è nulla da temere, ecco quattro suggerimenti e un consiglio di lettura per capire qual è il Tone of Voice che meglio di permette di raccontarci.

Studia il tuo target

Comunicare è pensare, immaginare e mettersi nei panni degli altri. Ecco perché, anche per trovare il ToV perfetto, non si può che partire da un attento studio del proprio target. Da chi è formato? Quali sono le fasce di età prevalenti? Gli interessi del momento? E, soprattutto, come parlano tra loro? L’obiettivo potrebbe essere quello di parlare la stessa lingua che, abbinata a contenuti di valore, è un passo concreto che facciamo nella direzione della conquista di empatia e fiducia.

Cultura, Community e Conversazione

MarketingLand consiglia di riflettere sulle tre C per conoscere a fondo se stessi, prima appunto di decidere come comunicarci agli altri. Partiamo dalla Cultura della nostra azienda, individuando e mettendo al centro i valori che ci contraddistinguono, la missione e gli obiettivi che vogliamo raggiungere, quali sono i temi che ci stanno veramente a cuore. Ascoltiamo, poi, la nostra Community e, con essa, instaura una Conversazione: non esiste modo migliore per capire se il ToV scelto è effettivamente la lingua che parla il nostro target.

Ascolta prima di parlare

Ascoltare, contare fino a 10 e poi intervenire dovrebbe essere a prassi di ogni conversazione costruttiva. Normale, nella quotidianità, perdere questi passaggi, contare fino a tre o rispondere istintivamente. Ecco questo potrebbe trasformarsi in un errore vero e proprio quando stiamo valutando qual è il Tone of Voice più adatto a noi. Non ascoltate soltanto il vostro target, direi che abbiamo sottolineato a sufficienza quanto questo aspetto sia importante, ma tendete le orecchie anche a come parlano competitor e colleghi. Caliamoci nel nostro contesto, ma con il punto di vista del linguaggio. Appuntiamo le parole che piacciono, quelle che invece troviamo fuori luogo, cerchiamo ciò che può fare, per noi, la differenza. Ci troveremo molto più vicini al nostro ToV ideale.

Non essere rigidi

Fino ad ora abbiamo parlato di Tone of Voice pensando al web writing tanto quanto ai social media, questo perché le domande da farsi non sono troppo differenti. Ciò che cambia è sicuramente il contesto: le stesse persone in ambiti diversi usano un linguaggio diverso, perché non dovremmo farlo anche noi mentre raccontiamo un servizio o un brand? La flessibilità si accompagna alla coerenza, ricordiamocene, per esempio, quando scegliamo il ToV per i social dove l’ambiente è meno formale e il tono che usiamo dovrebbe esserlo altrettanto.

Ogni realtà può applicare questo consiglio. Che si vendano magliette o immobili, è importante accompagnare anche linguisticamente i clienti nel loro percorso verso la conversione, adattando il linguaggio di conseguenza. È sicuramente una delle variabili che ci ha permesso di sfruttare Facebook per il settore immobiliare, parlando con il pubblico più adeguato nel modo più adeguato.

“Esercizi di stile” per non impigrirsi

Concludiamo la nostra carrellata di consigli per trovare il linguaggio più adatto con un consiglio di lettura. Parliamo di un libro che non dovrebbe mai mancare nella biblioteca di chi si occupa di comunicazione, gli “Esercizi di Stile” di Raymond Queneau nella traduzione italiana di Umberto Eco. Nessun altro testo ci permette di sperimentare le molteplici opportunità e sfumature della lingua per raccontare un solo singolo episodio. Leggetelo, l’augurio è che vi sia d’ispirazione.

Avete trovato utili questi consigli? Raccontateci quali sono le vostre strategie per trovare il Tone of Voice ideale o segnalateci alcuni brand che, secondo voi, hanno trovato la quadra che tutti sogniamo.

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Qualche riga sull'autore

Angelo Valenza

Angelo Valenza

Titolare di Clickable e Digital Strategist. Mi piace pensare a me stesso come un imprenditore al servizio di altri imprenditori. Per anni ho lavorato come consulente esperto di SEO e ADV per alcune delle più importanti agenzie di comunicazione del territorio bolognese, grazie alle quali sono entrato in contatto con le principali aziende del territorio emiliano-romagnolo (tra le quali Fabbri, Poltrone e Sofà, Unipol, CIR food). Ogni giorno mi alzo con l'obiettivo di creare un'azienda in cui ci si possa riflettere chi ci lavora, siano essi clienti, colleghi e fornitori.

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