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Case Study Blog: Il blog serve per il traffico organico e per le conversioni? Un caso studio di un nostro cliente

Come si fa a “essere primi su Google”?

Non esiste una risposta semplice a questa domanda, perché ci sono tante cose da prendere in considerazione e, tra queste, rientrano anche la SEO ed il blogging

Ecco perché abbiamo preparato questa case study SEO relativa al blogging: perché vogliamo dimostrare come un blog, ben organizzato e seguito, può generare non solo tante visite profilate sul tuo sito, ma anche tante conversioni!

Il blog è uno strumento ed una risorsa insostituibile all’interno di una strategia più ampia

Sono ancora in molti quelli che non riescono a vedere il potenziale dei contenuti.

Il blog è in realtà uno strumento prezioso dal punto di vista commerciale: ogni azienda può offrire contenuti utili e raccontarsi in maniera diretta non solo ai propri clienti, ma anche a quelli potenziali.  

Già in una precedente case study sulla link building, effettuata su uno dei siti dei nostri clienti, abbiamo potuto vedere come un’attenta e seguita attività di acquisizione link portasse a dei benefici che non derivavano solamente da un eccellente lavoro tecnico, ma anche – e soprattutto!- da un importante lavoro contenutistico e di blogging.

I contenuti del blog infatti non solo sostengono il traffico organico– cioè le visite al sito di utenti che cliccano nei risultati di ricerca non a pagamento della Serp-, ma sostengono anche la credibilità e la preparazione del sito sugli argomenti della sua nicchia e, in più, fanno da base per la link building.

Link e blog sono due attività che vanno a braccetto e che si sostengono a vicenda: i link rafforzano i risultati ottenuti dal blog, mentre il blog fornisce informazioni utili agli utenti.

Quindi, il blog è uno strumento ed una risorsa insostituibile all’interno di una strategia più ampia – che magari non comprende solo la SEO, ma anche la link building- e quindi pensata per dare risultati nel tempo.

In questa nuova case study vediamo come, con uno studio completo delle buyer persona– ossia il target o acquirente-tipo di un certo prodotto/servizio- e utilizzando contenuti che rispondono a tutte le domande degli utenti attivi nella ricerca, è possibile far crescere un sito di nicchia da poche decine di utenti giornalieri, a oltre 500 visite al giorno! 

Insomma, davvero un caso di successo per un’agenzia SEO!

Grafico del traffico al sito

Il punto di inizio: qualche landing page e competitor ben posizionati.

Il sito nasce per ottenere contatti e lead profilati per uno studio legale, in modo da poter incontrare clienti potenziali per il business.

L’attività non è espressamente locale, ma anzi ha preso sempre più dimensione nazionale occupandosi di lavorazioni sia nazionali che internazionali.

Inizialmente il sito non era efficiente dal punto di vista della SEO, ma riusciva a perseguire lo scopo principale di acquisizione dei contatti di possibili clienti servendosi di alcune landing page, che registravano ottime performance in Google Ads. 

Il cliente ci ha contattato perchè desiderava intervenire sul sito per cambiare alcune cose:

  • Aumentare i guadagni attraverso l’attività SEO, per compensare un costo sempre più alto delle campagne Google Ads.
  • Avviare un’attività di branding ed aumentare la propria riconoscibilità online per migliorare la propria immagine e, soprattutto, distaccarsi definitivamente dallo studio in cui lavorava precedentemente.

Abbiamo iniziato la collaborazione nel marzo 2018, con due azioni principali:

  • Pubblicazione del nuovo sito, completamente ridisegnato e ripensato, a cui è stata aggiunta nel tempo una parte AMP (Accelerated Mobile Pages), cioè pagine più leggere e con contenuti esposti più semplicemente al fine di migliorare le prestazioni della navigazione del sito da dispositivi mobili
  • Espansione del sito attuale con l’introduzione di sezioni contenutistiche, di un blog e alcune landing page destinate alle campagne Google Ads (che avevano sempre avuto un buon andamento).

Tuttavia la revisione del sito non era l’unico problema su cui ci si potesse soffermare:

c’era anche la concorrenza a cui pensare. 

Infatti i competitor non erano certo stati con le mani in mano, anzi erano davvero agguerriti e ben preparati: tra questi, vi figurava anche un sito istituzionale legato al governo italiano, mentre gli altri erano siti solitamente ben progettati, con uno storico di attività di link building e di content marketing già ben rodato.

Insomma, una sfida niente male!

Perché scegliere il blog per ottenere traffico e richieste di preventivo?

Le ragioni per cui abbiamo deciso di sviluppare un progetto editoriale ed appoggiarci al blog sono molto semplici e che riguardano solo parzialmente la SEO.

Prima di tutto avere un blog, acquisire una presenza in SERP molto forte (posizionandosi tra i primi risultati su Google) e mettere su una buona attività SEO, permette di non dover dipendere troppo dalla pubblicità a pagamento di Google Ads, ottenendo una valida e complementare alternativa alle campagne pubblicitarie. 

Attenzione: questo non significa che si possa rinunciare a Google Ads, anzi per alcuni business resta una fondamentale fonte di conversione. 

I due canali possono sostenersi e potenziarsi a vicenda.

Inoltre, con la SEO puoi intercettare tutti quegli utenti a cui non piace cliccare sugli annunci a pagamento. E questo fattore non è assolutamente da sottovalutare perché sono veramente pochi gli utenti che cliccano sugli annunci a pagamento.

Infatti solo il 25% delle persone che effettua una ricerca su Google clicca sugli annunci di Google Ads, mentre il restante 75% salta a piè pari quella parte della pagina per concentrarsi sui primi risultati organici. 

Le ragioni di questa preferenza possono essere varie: principalmente può essere perché alcuni utenti hanno una cattiva opinione di chi fa pubblicità e quindi preferiscono affidarsi ai risultati organici che, per essere finiti nelle prime posizioni, vuol dire che sono stati ritenuti più meritocratici da Google.

Infine, il blog rafforza la propria riconoscibilità (brand awareness), presentandoti come un punto di riferimento per ricercare informazioni del settore attraverso i vari canali di marketing.

Grafico delle conversioni del sito

Il blog intercetta l’utente in varie fasi del Customer Journey

A differenza delle ads, la SEO e il blog permettono di parlare non solo con chi è già abbastanza convinto e vicino al momento della conversione, ma anche e soprattutto con chi, invece, è ancora piuttosto lontano. Colui che magari ancora non ti conosce e sta cercando ancora informazioni per risolvere un problema che lo affligge.

Tramite la SEO e il blogging puoi arrivare prima da lui e fargli capire che hai la risposta ai suoi problemi.

Il blog quindi riesce a intercettare i potenziali clienti in varie fasi di quello che viene definito il Customer Journey.

In questo modo è possibile snellire i passaggi che vanno dalla ricerca di informazioni alla ricerca del fornitore, perchè ti permette di parlare direttamente con gli utenti in target, argomentare i tuoi servizi e i vantaggi che questi darebbero a chi ti rivolgi, aiutando il tuo brand a posizionarsi nella sua mente come il più affidabile e riconoscibile tra i tanti competitor. 

Il blog è un canale per parlare con chi sta cercando non solo risposte ma anche, di rimando, prodotti o servizi che possano risolvere i problemi che sta cercando di definire, tramite le ricerche informative.

Non si tratta solo di un lavoro sulla SEO, quindi, ma di un vero e proprio lavoro di marketing e di studio di ciò che portano le persone a cercare un certo prodotto o servizio, e di un importante lavoro di ottimizzazione del tasso di conversione (Conversion Rate Optimization -CRO).

Cosa è stato fatto?

Per aiutare il nostro cliente abbiamo prima lavorato sullo sviluppo della sua autorevolezza sul web per poi concentrarci sulle altre fasi del Customer Journey, che vanno al di là dell’acquisto finale del prodotto/servizio.

Fase 1: ottenere autorevolezza e credibilità attraverso contenuti utili e informativi

Per prima cosa abbiamo pianificato l’attività contenutistica in modo da ottenere autorevolezza, credibilità e fiducia da parte dei compratori, concentrando il blog prevalentemente sugli argomenti molto vicini al business del cliente. In questo modo il brand è riuscito a proporsi come una vera e propria enciclopedia per le informazioni relative al settore che, in questo caso, erano ampie e complesse perché si trattava di una materia complicata e corposa.

Ciò è stato possibile partendo da una buona ricerca delle parole chiave, che ha identificato non solo le chiavi prettamente commerciali, ma anche una enorme mole di chiavi informative importanti per il cliente.

Le chiavi informative si riferivano a domande piuttosto profilate e identificavano non solo curiosità e cultura generale, ma anche domande legate allo sviluppo imprenditoriale, quindi indirettamente commerciali.

Sono ottime ricerche non solo per il blog del cliente, pensato ed organizzato per rispondere a quante più domande possibili del suo settore operativo, ma anche per individuare gli argomenti principali e complementari in cui il sito si muove, così da poter trovare occasioni per collaborazioni e per dare un forte impatto anche alla SEO Off Page.

Posizione media e impressioni sono le metriche scelte per misurare la credibilità, la preparazione e l’autorevolezza del sito in base a quanto percepito dagli utenti e da Google, di cui si può facilmente vedere l’andamento nel grafico seguente. 

Fase 2: lavorare su argomenti più ricercati per allargare la cerchia di utenti da intercettare

Dopo aver lavorato su autorevolezza e credibilità, siamo passati, nella seconda fase, ad accantonare parzialmente l’argomento principale, collegato al servizio offerto dal cliente, per andare verso argomenti più ricercati ed ampi per intercettare gli utenti in nei momenti precedenti del percorso di acquisto. 

Ci riferiamo in particolare al momento in cui le persone non sono ancora disposte a comprare, ma stanno valutando una serie di aspetti:

  • Come muoversi in una certa situazione per risolvere un proprio problema: ad esempio, per un’attività che vende centraline per auto, si potrebbe ricondurre alle ricerche finalizzate a capire come frenare i consumi della propria auto. Quindi si va a intercettare l’utente quando ancora non sa dell’esistenza del tuo prodotto/servizio 
  • Come muoversi in una certa situazione per sviluppare il proprio business: ad esempio, tutte le ricerche finalizzate a comprendere come aumentare il proprio giro di clienti (sono eccellenti per tutti coloro che vendono servizi di comunicazione).
  • Cosa succederebbe se provassero a fare da sole: questo passaggio è importante, perché devi convincerli che non possono fare da soli, ma hanno bisogno di qualcuno di esperto, cioè la tua azienda
  • Cosa succederebbe se lasciassero il problema dov’è e decidessero di non porre rimedio al problema: in questo caso, tutte le ricerche con sfumatura negativa sono assolutamente interessanti da valutare ed intercettare. Ma soprattutto devi convincere gli utenti che il loro problema ha assolutamente bisogno di una soluzione: e tu hai questa soluzione.

Insomma, una volta affermata ed ottenuta l’autorità nel settore di appartenenza, è arrivato il momento di parlare con il numero (enorme) di persone che ancora non sanno di dover comprare il servizio offerto dal nostro cliente.

Come conseguenza dell’attività editoriale, poi, c’è stato anche un importante apporto alla SEO dei link da siti esterni.

I risultati dell’attività

L’attività ha portato al cliente un grande ritorno in termini SEO, sia parlando di conversioni, sia parlando di traffico organico profilato, convertito poi anche con le ads.

Infatti, in due anni di attività, i risultati sono stati:

  • +5.213% Visite SEO al sito
  • +3.400% Richieste di preventivo inviate al sito tramite la SEO

Grafico della crescita, negli anni, di traffico e conversioni.

Dal grafico è possibile notare come il blog abbia trainato l’aumento di conversioni. All’aumentare del traffico, infatti, sono proporzionalmente aumentate anche le richieste di preventivo ricevute, segno che il blog non solo ha intercettato le ricerche informative, ma è stato anche il motore che ha spinto molte ricerche a trasformarsi in una richiesta di preventivo.

Il blog, quindi, converte?

Finalmente abbiamo una risposta evidente: assolutamente si!

Il seguente grafico riassume:

  • Quante richieste di preventivo sono “passate dal blog”, quindi sono arrivate da persone che hanno letto almeno un articolo del blog
  • Quante richieste di preventivo non hanno avuto l’influenza del blog in alcuna loro fase. 

Grafico della crescita, negli anni, delle conversioni con o senza passaggio dal blog

Ovviamente anche la parte tecnica del sito è sempre stata tenuta sotto controllo e manutenuta, ottenendo ottime performance in termini di metriche Core Web Vitals, registrate da Google: metriche che misurano la velocità del sito, aspetto sempre più importante non solo per gli aspetti tecnici, ma anche per garantire una buona esperienza di utilizzo, che è diventata ufficialmente, e recentemente, un fattore di ranking.

Screen del rapporto CrUX. Fonte: Google

Da non dimenticare però che molto è stato raggiunto anche grazie all’utilizzo del protocollo AMP, per garantire la massima velocità possibile su dispositivi mobili.

È interessante notare che il traffico AMP, per quanto in aumento nel corso del tempo, non ha cannibalizzato il sito “normale” sulle ricerche mobili – come invece spesso si crede -, proponendosi in questo caso come un traffico aggiuntivo ed alternativo al traffico Non-AMP, che è comunque sempre rimasto quello principale, con una divisione stabile 80/20.

Rapporto tra traffico AMP e traffico Non-AMP

In conclusione: Il blog porta traffico, e anche tanti preventivi!

Questa case study nasce per dimostrarti che il blog non è solo un’ottima fonte di traffico profilato, che puoi scegliere di recuperare tramite tanti altri canali, ma è anche una grande fonte di preventivi e di introiti (in questo caso non solo potenziali, come confermato dal cliente), che può davvero aiutarti a rendere la SEO uno strumento importantissimo- per non dire indispensabile- all’interno della tua strategia di marketing.

Abbiamo visto che, però, è importante che il blog sia perfettamente calato nella realtà dei clienti del cliente e che sia pensato per risolvere i loro dubbi e i loro problemi. Anche di quelli che pensano di non averne!

Uno studio di marketing è fondamentale per capire non solo quali argomenti approfondire, ma anche per capire cosa e come scrivere negli articoli, in modo da evidenziare sempre le risposte che i visitatori stanno davvero cercando, ed accompagnarli alla soluzione più corretta per loro.

E tu cosa ci puoi dire del tuo sito? È supportato da una buona strategia di SEO e blogging? Se la risposta è no, allora questa case study dovrebbe aprirti gli occhi sul grande potenziale ancora inespresso del tuo sito.

Per aiutarti a capire qual è la reale forza della tua azienda sul web abbiamo creato un quiz veloce e gratuito che attraverso poche domande ti farà capire:

  •  dove guardare per confrontare il tuo sito rispetto ai tuoi competitor
  • individuare i punti di forza e debolezza del tuo sito

Scopri il punteggio di ottimizzazione del tuo sito: compila il quiz e acquista maggior consapevolezza sulla tua azienda e potenzia la tua avventura nel web!

Qualche riga sull'autore

Angelo Valenza

Angelo Valenza

Titolare di Clickable e Digital Strategist. Mi piace pensare a me stesso come un imprenditore al servizio di altri imprenditori. Per anni ho lavorato come consulente esperto di SEO e ADV per alcune delle più importanti agenzie di comunicazione del territorio bolognese, grazie alle quali sono entrato in contatto con le principali aziende del territorio emiliano-romagnolo (tra le quali Fabbri, Poltrone e Sofà, Unipol, CIR food). Ogni giorno mi alzo con l'obiettivo di creare un'azienda in cui ci si possa riflettere chi ci lavora, siano essi clienti, colleghi e fornitori.

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