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Aggiornamento SEO, arriva Google Page Experience: cosa cambia per il tuo sito?

Google ci porta novità rivoluzionarie a partire da giugno, con l’introduzione di un nuovo aggiornamento algoritmico: Google Page Experience.

Il nuovo Update si concentra sull’esperienza dell’utente sul sito per deciderne il posizionamento nei risultati di ricerca. Inizia così un nuovo modo di calcolare e affrontare la SERP. Vediamo insieme in cosa consiste Google Page Experience.

Algoritmo Google 2021: cosa bisogna sapere su Google Page Experience

L’intento di Google è sempre stato quello di offrire agli utenti un’esperienza di navigazione eccellente attraverso risultati di ricerca sempre più pertinenti. Ed è quello che vuole continuare a fare con il nuovo Update, inizialmente annunciato per maggio, ma posticipato per giugno 2021.

Il nuovo aggiornamento porterà un vera e propria rivoluzione nel web, perché introduce un nuovo set di metriche per valutare la user experience in modo semplice e preciso, facendo diventare i Core Web Vitals un fattore di ranking per il posizionamento. Questi parametri, proposti già a partire dallo scorso maggio 2020, tengono conto del caricamento, dell’interazione e della visibilità della pagina.

Su Google Search Central Jeffrey Jose, Product Manager della Ricerca in Google, spiega l’implementazione dei fattori di ranking attraverso questo schema molto immediato e semplice da capire. 

Fonte immagine: Google Search Central

Cos’è Google Page Experience e come funziona?

Google Page Experience combina i dati di Core Web Vitals con le nuove metriche importanti per il posizionamento di siti e pagine: la sicurezza del browser, l’assenza di advertising intrusivo e l’ottimizzazione per mobile. Quest’ultimo parametro è diventato ancora più importante in seguito all’introduzione di Google Mobile Friendly lo scorso marzo.

Un’altra novità è che d’ora in poi sarà possibile trovare sulla Search Console un’apposita sezione che indicherà il nuovo modo in cui il motore di ricerca darà le valutazioni relative alle esperienze dell’utente sulla pagina.

In base alle valutazioni, Google conferirà un bollino rosso ai siti internet che non rispettano queste metriche e li escluderà da alcuni spazi importanti all’interno della SERP: parliamo di box quali Knowledge Graph o Rich Snippet.

Il lato positivo è che Google sta finalmente parlando di Seo con un certo criterio e mette tutti nella condizione di poter capire in maniera più intuitiva cosa vuole dal tuo sito. La nuova sezione è facilmente leggibile anche per chi non mastica bene la piattaforma Search Console. In questo modo è più semplice capire in quale direzione investire il proprio tempo e le proprie risorse per migliorare il posizionamento.

Tra le novità annunciate si parla anche di aggiornamento del carosello Notizie principali su Google Research che renderebbe il formato AMP non più obbligatorio, perché si includeranno in questo spazio tutti i contenuti riguardanti le notizie. In questo modo, però, ogni pagina sarebbe idonea ad essere inserita nel carosello, indipendentemente dal punteggio ottenuto in base ai Core Web Vitals e all’esperienza della pagina. 

Google sta anche lavorando su un ampliamento dell’utilizzo di contenuti non AMP per supportare l’esperienza di base di Google News, sia sulla pagina che nell’app.

Su questo fronte però il motore di ricerca sta ancora lavorando sui dettagli, ma intanto il team AMP ha creato una guida all’esperienza sulle pagine AMP per offrire consigli personalizzati a chi volesse migliorare l’efficacia delle pagine AMP.

GPE: quali fattori influenzano il posizionamento di un sito su Google

Il tuo sito dovrà prendere in considerazione tutti questi fattori:

  • Indicatori web vitali: i famosi Core Web Vitals che consistono nel
    • caricamento elemento principale della pagina
    • stabilità visiva della pagina
    • ritardo prima interattività
  • Mobile friendly: deve essere ottimizzato per dispositivi mobili
  • Navigazione sicura: non devono esserci lacune di sicurezza sotto forma di malware
  • HTTPS: per una connessione sicura. Il protocollo HTTP è ormai obsoleto e visualizzato come non protetto, bisogna avere un protocollo HTTPS 
  • No interstitial invadente: eliminare ogni forma di pubblicità invadente e ripetitiva o pop-up che coprono i contenuti. La valutazione si effettua sull’intero sito, non sulle singole pagine. Se una pagina è contrassegnata per la presenza di troppa pubblicità, tutte le altre pagine del sito saranno considerate come aventi una cattiva esperienza pubblicitaria.

La valutazione di Google si effettua sui singoli URL del tuo sito. Sulla Search Console sarà presente un grafico che mostrerà i seguenti dati:

  • URL validi: si riferisce alla percentuale di URL per dispositivi mobili con stato Buono (valido) nell’ultima data misurata. Buono significa che l’URL è valido sia per quanto riguarda i Web Vitals che l’usabilità mobile. Problemi di sicurezza, HTTPS ed Esperienza pubblicitaria non sono però inclusi in questa valutazione.
  • Impressioni totali di URL validi: il numero di impressioni generate da URL validi nel periodo di tempo mostrato dal grafico. 
  • Valori giornalieri del grafico: la percentuale di URL considerati validi in un dato giorno

I dati del rapporto Esperienza della pagina si basano sulla valutazione dei dati provenienti da varie fonti: rapporto Core Web Vital, rapporto Usabilità mobile e così via. 

Ma cosa possono significare queste novità per il tuo sito? 

Se non metti mano al tuo sito da un po’ di tempo – che siano 2-3 anni o soltanto pochi mesi – rischi di restare indietro, perdere la visibilità acquisita ed essere messo da parte.

Un sito web non perfettamente ottimizzato per il mobile, lento, con poco contenuto al suo interno o con troppa pubblicità non potrà mai restare a galla nella prima pagina della SERP di Google.

In questo momento ci sono tante aziende grandi e importanti che stanno investendo online e che sono già avanti anni luce rispetto alle piccole realtà italiane. Ci sono poi tante nuove aziende che si affacciano sul web con siti già perfettamente ottimizzati, in grado di guadagnare subito terreno e prendere il tuo posto. La concorrenza quindi è agguerrita su tutti i fronti e non si può restare con le mani in mano.

Il consiglio migliore rimane quello di richiedere un confronto con un’agenzia seo per capire il prima possibile come muoversi e iniziare a ottimizzare il sito. 

Quali sono stati gli altri aggiornamenti Google del 2020?

In Google gli aggiornamenti dell’algoritmo sono molto frequenti. Alcuni sono più piccoli e secondari, altri sono più impattanti e vengono annunciati poco prima di essere rilasciati (oppure, in alcuni casi, immediatamente dopo il rilascio). 

Nel 2020 gli aggiornamenti più importanti sono stati tre, rilasciati a molti mesi di distanza gli uni dagli altri. La pandemia di Covid-19 potrebbe aver contribuito a un rallentamento nel normale lavoro di Google sull’algoritmo, anche se non si può dire che il colosso sia rimasto con le mani in mano. Infatti, oltre a lavorare sugli aggiornamenti, nel 2020 Google è stato molto impegnato in altre azioni significative, come l’incentivazione delle PMI e delle imprese con campagne attive su Google Maps.

Gli aggiornamenti più importanti del 2020 sono stati:

  1. January 2020 Core Update: lanciato a gennaio, segue le orme dei precedenti aggiornamenti Bert, Hummingbird e RankBrain. Nasce con lo scopo di modificare il modo di ricalcolare il ranking dei risultati di ricerca, guardando le relazioni delle parole della query. In particolare, con questo update, Google continua a intensificare gli sforzi per comprendere sempre meglio l’intento di ricerca dell’utente per offrirgli i risultati più interessanti.
  1. May 2020 Core Update: rilasciato a maggio, è stato un aggiornamento piuttosto ampio che ha richiesto un paio di settimane per il lancio completo. Probabilmente l’Update è stato fortemente influenzato dai Lockdown e dalla prima ondata di Covid-19, sentita in tutto il mondo. Google stesso ha notato come, mai prima di allora, si fosse verificata una situazione in cui erano state fatte tantissime ricerche per pochi argomenti specifici quali COVID-19, smart working, sicurezza, pulizia, mascherine. May Update sembrerebbe concentrarsi proprio sulle posizioni e il modo in cui le pagine web sarebbero utili in termini di qualità per i bisogni effettivi delle persone.
  1. Google December 2020 Core Update: chiude in bellezza il 2020 portando a grandi oscillazioni della SERP. Google non ha dato molte informazioni su questo algoritmo, ma ha rilasciato delle linee guida da seguire. A farne le spese sono state le categorie già particolarmente colpite dagli impatti della pandemia quali l’immobiliare, i viaggi, la salute, i libri, gli animali, il lavoro e l’educazione. I siti web maggiormente penalizzati che hanno perso il maggior numero di posizioni sono quelli di dating e incontri online, seguiti dai siti di shopping e news. 

Merita, infine, un cenno anche Google Mobile Only, introdotto pochi mesi fa, che è fondamentale per il buon posizionamento in SERP. In base al quale la versione desktop dei siti è eliminata dall’indicizzazione di Google, che invece preferirà i siti ottimizzati in versione mobile.

Google è ogni giorno più all’avanguardia ed è necessario rimanere sempre aggiornati

Nel 2020 competenza, autorevolezza e affidabilità, hanno avuto un ruolo centrale all’interno del web, ma sembrerebbe che i Core Web Vitals diventeranno un fattore di ranking ufficiale nel 2021.

L’aggiornamento dell’algoritmo di Google è quindi continuo e inesorabile. Avere un sito significa dover essere sempre attenti ai continui cambiamenti della SERP, perché se Google continua ad aggiornare il suo algoritmo, e nel tuo sito ci sono difetti tecnici o contenutistici, potresti avere problemi gravi

È importante in questo momento agire subito e procedere all’ottimizzazione SEO del tuo sito internet. Anche un sito che sembra essere ben fruibile nasconde dei dettagli che possono sempre essere migliorati! 

I tempi sono ormai strettissimi. Restare con le mani in mano per troppo tempo può costarti la visibilità che tanto duramente avevi guadagnato su Google. Se in questo momento sul tuo sito arrivano visite dall’organico, presto potrebbero non arrivare più. I competitor non tarderanno a comparire e si porteranno avanti sia dal punto di vista tecnico che contenutistico e, nel giro di 18 mesi, saranno inarrestabili.

Quello che ti consigliamo di fare è di iniziare subito con l’ottimizzazione: puoi contattarci per avere l’aiuto e la guida che ti serve. Saremo lieti di sostenerti!

Qualche riga sull'autore

Angelo Valenza

Angelo Valenza

Titolare di Clickable e Digital Strategist. Mi piace pensare a me stesso come un imprenditore al servizio di altri imprenditori. Per anni ho lavorato come consulente esperto di SEO e ADV per alcune delle più importanti agenzie di comunicazione del territorio bolognese, grazie alle quali sono entrato in contatto con le principali aziende del territorio emiliano-romagnolo (tra le quali Fabbri, Poltrone e Sofà, Unipol, CIR food). Ogni giorno mi alzo con l'obiettivo di creare un'azienda in cui ci si possa riflettere chi ci lavora, siano essi clienti, colleghi e fornitori.

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