Keyword Planner Tool: come funziona?

 

Internet è tante cose. Condivisione, strategia, analisi e agognati risultati. Internet, però, è anche pubblicità e ricerca.

Ricerca delle parole chiave, per essere specifici.

E per scegliere le parole chiave per il proprio sito è fondamentale sapere come si usa Keyword Planner, lo strumento di ufficiale di Google per la ricerca delle keywords.

ARGOMENTI

  • Cos’è e perché usare il Keyword Planner di Adwords
  • Come scegliere le parole chiave
  • Scegliere una parola chiave: un esempio
  • Come accedere allo strumento di pianificazione delle parole chiave.
  • Nel vivo del Keyword Planner
  • Le (fondamentali) parole chiave a corrispondenza inversa
  • Raccogliere le parole chiave ed esportare i gruppi di annunci
  • E se si usasse questo tool anche per la SEO?
  • Riassumendo: Perché cercare parole chiave con il tool di Google Adwords

Cos’è e perché usare il Keyword Planner di Adwords

Lo strumento di pianificazione delle parole chiave è il tool ufficiale che Google fornisce per scavare nella moltitudine di query del motore di ricerca, ed estrarne:

  • Vocaboli nuovi ed idee per annunci non sperimentati.
  • Keyword a bassa concorrenza ed alto volume di ricerca, facilmente aggredibili e redditizie, perfette per un annuncio pubblicitario.
  • Indicazioni su come il nostro target cerca il prodotto/servizio che vendiamo, quali parole chiave utilizza per cercarlo.

È uno strumento molto potente e affidabile poiché è l’unico che ha accesso ai dati di ricerca effettivi, custoditi nei server di Google, ed ecco perché è importante includerlo quando ci si chiede come scegliere le parole chiave per il proprio sito.

Nonostante la sua forza, è importante integrarlo con altri strumenti come Ubersuggest; Answer the public o una tradizionale ricerca su Google, così da avere un quadro a 360 gradi su di un gruppo di parole, ed anzi potenziare l’azione del Keyword Planner, ricavando dagli altri strumenti suggerimenti e parole chiave non considerate.

Google ha recentemente modificato il proprio strumento, e posto delle limitazioni al proprio tool per chi non attiva almeno una campagna online, ma questo non ne pregiudica la bontà e la forza.

Nei primi mesi del 2018, poi, lo strumento è stato aggiornato e ridisegnato secondo i canoni del Material Design su cui Google ha basato tutti i propri prodotti, introducendo anche nuove funzioni e non limitandosi ad un solo restiilyng grafico.

Come scegliere le parole chiave

Prima di comprendere appieno come si usa il Keyword Planner, è importante chiarire cosa sono le parole chiave e, soprattutto, come scegliere le parole chiave, così da condurre una ricerca profittevole ed assennata.

Una keyword è una parola, o una serie di parole di senso compiuto, che viene utilizzata dall’utente per cercare qualcosa su un motore di ricerca come Google. È un intento di ricerca più o meno specifico, ed in senso lato, una domanda che cerca una risposta.

Condurre una buona ricerca di parole chiave, adatte al proprio business, è un’operazione delicata su cui investire tempo e risorse, perché le fondamenta della propria presenza online passano proprio da qui.

Si tratta di un investimento a lungo termine che, se condotto con criterio e raziocinio, può ripagare abbondantemente la fatica, il tempo ed (soprattutto) i soldi spesi.

Una parola chiave dovrebbe essere:

Pertinente

rispetto al  
proprio business

Significativa

rispetto alla
propria attività

Rilevante

rispetto all’argomento
del sito

Specifica

per intercettare 
un preciso intento di ricerca

Va da sé che, se non si hanno budget enormi e un team strutturato ad hoc, è inutile scegliere parole chiave troppo generiche. Costano molto, garantiscono pochi ritorni rispetto alla spesa, ed in generale sono parte di un mercato poco aggredibile (ma molto aggressivo) per chi è all’inizio. È più facile, economico e redditizio concentrarsi su keyword più semplici, che garantiscono meno concorrenza.

Una parola chiave come “apicoltura” è decisamente troppo generica.

Scegliere una parola chiave: un esempio

Poniamo di voler cercare keywords adatte ad un e-shop che vende attrezzature per apicoltori, un settore davvero di nicchia.

Aprendo il Keyword Planner si nota come i vocaboli “apicoltura” o l’ancor più generico “miele” siano molto cercati ogni mese su Google. Questo indica che potrebbero rivelarsi parole difficili su cui realizzare una campagna pubblicitaria online, con concorrenti pronti ed agguerriti.

Oltre a ciò, non si tratta di parole molto pertinenti al business, e nemmeno specifiche e significative per questa attività, quindi meglio cercare qualcos’altro.

Un termine come “come si fa il miele” è di certo più focalizzato e pertinente a ciò che l’azienda vende, ma potrebbe rivelarsi una keyword sbagliata, perché rivela un intento informativo, piuttosto che transazionale.

Occorre perciò fare un ulteriore passo in avanti, e provare a cercare qualcosa come “attrezzatura apistica”, una parola chiave pertinente, significativa, rilevante e specifica per il business aziendale, che possa garantire risultati perché esprime un preciso intento di ricerca, nello specifico un intento di acquisto.

Oltre a questi risultati, il tool suggerisce altri termini, frasi e modi per cercare la medesima cosa, rivelando quindi un’enorme quantità di sfumature nell’intento di ricerca, che è bene tenere in considerazione.

Da ciò si intuisce come usare il Keyword Planner di Google AdWords permetta di raccogliere una moltitudine di idee e di varianti di un singolo intento di ricerca, utilizzando termini cui non si era nemmeno pensato, e che invece possono essere perfetti per l’attività del sito.

Dopo aver chiarito questo aspetto, è ora di tuffarsi nell’azione, passare dalla teoria alla pratica, e scoprire davvero come si usa Keyword Planner.

Meglio una parola precisa come “attrezzatura apisitca”

Come accedere allo strumento di pianificazione delle parole chiave

Una volta creata una campagna, o selezionata una campagna esistente, si accede ai dettagli della stessa, e nel menù in alto compare la voce strumenti.

Qui si seleziona “Strumento di pianificazione delle parole chiave”, e si arriva alla schermata in cui cercare nuove parole chiave tramite una frase, un sito web o una categoria.

Le opzioni che lo strumento offre sono:

  • Il tuo prodotto o servizio, dove inserire una prima parola chiave, inerente il tuo business.
  • La tua pagina di destinazione, quindi dove gli utenti approderanno, una volta cliccato sull’annuncio.
  • La tua categoria di prodotto, dove specificare in quale ambito cercare
  • Targeting, dove impostare lingua e località degli annunci, rete di ricerca, parole chiave a corrispondenza inversa
  • Intervallo di date, per filtrare le ricerche su base temporale
  • Personalizzazioni, che include filtri aggiuntivi per impostare Adwords

È importante capire come usare Keyword Planner già da questi pochi, semplici filtri, che servono al sistema per suggerire alcune parole chiave. Per iniziare ad osservare i primi risultati è sufficiente inserire un vocabolo di riferimento e nazione e lingua delle keyword.

Per il momento non c’è bisogno di impostare la pagina di destinazione, la categoria del prodotto, la rete di ricerca o le parole chiave a corrispondenza inversa.

Scriveva Dante: “Non ragioniam di lor, ma guarda e passa”.

La ragione per non considerare questi parametri è presto detta. Ricercare parole chiave quanto più generiche e ad ampio respiro, nelle primissime fasi dell’analisi, è fondamentale per avere idee e raccogliere materiale, quindi non va posto alcun limite al Keyword Planner.

I paletti vanno posti con criterio e ragionamento: quello del cervello, non quello dell’algoritmo.

È tutto. È ora di premere il pulsante “Inizia”.

Ecco le prime idee che lo strumento per la ricerca delle parole chiave riesce a suggerire. A queste ne seguiranno poi molte altre.

Nel vivo del Keyword Planner

L’interfaccia in cui ci si imbatte è confusionaria, fitta, ma ricca di funzionalità ed informazioni da padroneggiare per sfruttare al meglio questo potente strumento di Google.

Dall’alto in basso, si incontra la barra di ricerca delle parole chiave; quindi un grafico che mostra diversi parametri. Essi riguardano la parola cercata, e riportano dati come il trend di ricerca mensile, l’analisi di ricerca per dispositivo o per località; ed ancora sotto il dettaglio delle ricerche della keyword sondata, diviso per media di ricerche mensili, concorrenza, ed offerta consigliata.

È importante familiarizzare bene con questi concetti, perché forniscono parametri utili a capire, a colpo d’occhio, se una determinata parola chiave sia cercata o meno, e quindi sono utili spie per l’impostazione della strategia.

Scendendo ancora si entra nel vivo della sezione “Trova idee”, dove il Keyword Planner mostra tutta la sua forza.

Una tabella, che di solito mostra alcune centinaia di risultati, suggerisce le parole chiave pertinenti alla ricerca; ed è lo stesso AdWords a proporle, scavando nei suoi archivi.

Le parole sono di ogni tipo, seguono ogni abbinamento, ed abbracciano diversi intenti di ricerca.

È in questa sezione che è possibile trovare parole chiave nuove e non considerate, e raccogliere idee e spunti per stendere le prime considerazioni intorno alla strategia da seguire.

Se lo strumento offre suggerimenti per ulteriori parole chiave, sta a noi distinguere quelle utili da quelle inutili, rispetto ai nostri obiettivi, tenendo bene a mente che non sempre le keywords più ricercate sono quelle più adatte al nostro scopo. Con Adwords si possono infatti trovare parole chiave ricercatissime dagli utenti, tuttavia bisogna chiedersi? Quanto queste ricerche possono essere realmente utili per il caso specifico?

Una sfumatura diversa può cambiare di molto l’intento di ricerca, quindi diventa importante considerare come i nostri potenziali clienti possano cercarci su Google.

Rispetto alla precedente versione, nel nuovo Keyword Planner le dinamiche per l’esclusione di una parola chiave sono leggermente cambiate, ma certo non sono state stravolte. Rispetto a prima, il nuovo strumento ti permette di filtrare, più che di escludere delle keyword, quindi puoi rimuovere interi gruppi semantici in una volta sola! È di certo molto comodo.

Per farlo, devi:

  1. Come mostrato sopra, cliccare sula voce “Aggiungi Filtro”, ed aggiungere il filtro “Testo parola chiave”
  2. Cliccare sul filtro, quindi selezionare la voce “Non Contiene”, e infine aggiungere la parola o la frase che non vuoi sia mostrata. La seconda parte è mostrata qui sotto.

Il filtro, come noterai, può anche essere usato in maniera opposta, ovvero per mostrare solamente alcune idee e alcuni termini. In questo senso, lo strumento diventa più flessibile e si avvicina maggiormante al funzionamento della parole chiave su AdWords, dovè importante conoscere la distinzione tra:

  • BMM (Broad Match Modifier)
  • Corrispondenza a frase
  • Corrispondenza esatta

Una sfumatura può cambiare l’intento di ricerca, ma che fare con quelle sfumature che non intercettano minimamente i nostri intenti di ricerca?

Le (fondamentali) parole chiave a corrispondenza inversa

Se prima erano state tralasciate, ora è giunto il momento di includerle a pieno nella strategia di lavoro. Sono uno strumento versatile e potente, da includere sempre in una ricerca di parole chiave condotta con concetto, e sono fondamentali per non annegare nell’oceano di suggerimenti di AdWords.

Non tutte le alternative che lo strumento propone hanno senso per ogni ricerca. Alcune, molto semplicemente, non hanno a che vedere nulla con il proprio business, ma vengono comunque proposte da Adwords sulla base delle sue ricerche e delle sue “idee”.

Occorre affinare, quindi, i risultati del Keyword Planner, così da non lasciare che questi risultati inutili inquinino le proposte del motore di ricerca. Filtrare le parole chiave indesiderate è molto semplice, basta infatti selezionare la freccia di fianco ad ogni suggerimento proposto dal tool, e selezionare “Aggiungi come parola chiave a corrispondenza inversa”.

Così facendo, sulla sinistra, prenderà corpo un elenco di tutte le parole chiave indesiderate, utile da tenere sott’occhio per fare aggiustamenti se si è “filtrato troppo”.

Per capire come funzionano le parole chiave a corrispondenza inversa, è utile un secondo esempio.

Poniamo di voler cercare dei suggerimenti per un negozio che vende prodotti tipici di Pantelleria.

Inserendo “Pantelleria” nel Keyword Planner, lo strumento restituirà una serie enorme di risultati che includono: crociere; voli; hotel; vacanze; last minute; e tanti tanti altri risultati.

Parole chiave come quelle qui sopra sono perfettamente inutili per chi gestisce un e-shop alimentare, ed è quindi opportuno pulire i risultati del tool inserendo tutte queste chiavi di ricerca nell’elenco delle parole chiave a corrispondenza inversa, così da ottenere risultati migliori e pertinenti per l’azienda di riferimento.

Per un e-commerce che vende prodotti tipici panteschi non ha proprio senso intercettare chiavi come “pantelleria vacanze”; “pantelleria hotel” o ancora “voli per pantelleria”.

Raccogliere le parole chiave ed esportare i gruppi di annunci

Una volta capito come scegliere le parole chiave, ed aver inserito keyword di riferimento e impostate parole chiave a corrispondenza inversa, è utile creare dei gruppi di annunci per esportare i risultati ottenuti, così da salvarli e studiarli offline.

Un gruppo di annunci si può definire come un raggruppamento di parole chiave dedicate a promuovere lo stesso prodotto, ed è quindi una divisione logica degli annunci, così da avere un gruppetto di parole chiave per ogni oggetto o servizio da pubblicizzare. Si creano nella colonna sulla destra, dedicata proprio a questi elementi.

Dopo aver scoperto un suggerimento adatto nel Keyword Planner di Google, lo si può includere in un gruppo di annunci tramite le frecce sotto la voce “Aggiungi al piano”, nella tabella dei suggerimenti dello strumento, avendo cura di selezionare prima il gruppo in cui inserirlo.

Una volta riempiti tutti i gruppi di annunci, è l’ora di verificare il piano, inserendo un’offerta, ed un budget giornaliero di spesa per permettere ad AdWords di stimare il numero di click che si otterranno, oltre al costo pagato per ogni click.

Non è fondamentale il passaggio sopra descritto, ma è molto utile perché consente di includere, nel file che verrà scaricato, il numero di clic previsto per annuncio e le impressioni dello stesso, ovvero quante volte l’annuncio verrà visualizzato; oltre ad altri parametri.

È tutto pronto. Ora basta creare un foglio di lavoro locale per salvare le parole chiave e gli annunci trovati. È possibile scaricare i gruppi di annunci direttamente dalla colonna sulla destra, grazie all’opzione “Scarica piano”, così da ragionarci a mente fredda e stabilire le mosse successive.

E se si usasse questo tool anche per la SEO?

Sarebbe un’ottima idea!

Le parole chiave, come ben si sa, non sono utili solamente per le campagne pubblicitarie, ma sono un elemento fondamentale per una buona SEO online, che possa portare risultati concreti e apprezzabili anche dalla ricerca organica.

Utilizzare lo strumento per la pianificazione delle parole chiave di AdWords per la SEO permette di vedere qual è il volume di ricerca mensile di una determinata parola, così da avere qualche parametro quantitativo per scegliere le keywords su cui basare la propria attività editoriale e contenutistica.

Questo punto è cruciale, perché oltre a scrivere ottimi contenuti, è necessario ottimizzarli e scriverli in maniera che vengano trovati per le chiavi di ricerca di interesse.

Il Keyword Planner però, usato da solo, non permette di avere un quadro completo.

Esatto, anche se si tratta di uno strumento perfetto per vedere quanto una determinata parola chiave è cercata, è incapace di coglierne le sfumature ed i contesti in una ricerca su Google, ed è qui che questo tool ha bisogno di essere affiancato da altri strumenti che riescano a portare alla luce tutte le sfumature di ricerca di un vocabolo, così da capire quali siano le chiavi perfette per il proprio progetto.

A portare la soluzione, rimanendo in ambito gratuito, arrivano Ubersuggest e Answer the public, due comodissimi strumenti che, interrogando Google, restituiscono ogni possibile sfumatura di ricerca legata ad una parola.

Usarli è semplice ed intuitivo, e la mole di risultati restituiti permette di avere tutti i dati per sondare il terreno e scegliere le keywords più adatte per la propria presenza online.

Se Ubersuggest si “limita” a fornire tutti i modi in cui una determinata parola chiave è stata cercata su Google, Answer the public fa di più, creando delle mappe mentali comodissime e pronte all’uso, che riescono ad evidenziare al meglio ogni possibile ambito di ricerca di un vocabolo.

Senza ombra di dubbio, questi due strumenti sono le migliori alternative free al Keyword Planner, e meritano di essere conosciuti e testati a fondo, così da sprigionare tutte le loro potenzialità.

Per quanto concerne invece gli strumenti a pagamento, è bene conoscere SEOzoom e SEMrush, il primo indicato per le ricerche in lingua italiana, il secondo per le ricerche in lingua inglese, che forniscono molte altre informazioni, anche osservando qual è l’andamento dei competitor del proprio business per le stesse chiavi di ricerca.

Riassumendo: Perché cercare parole chiave con il Keyword Planner di Adwords

Fase Lancio

Per gestire la fase 
di lancio di una campagna 

Aggiustamenti

Per scovare nuove keyword
durante una campagna

Aiuto SEO

Può essere utilizzato
per l’ottimizzazione SEO

Uso generico

Per capire come impostare
la propria comunicazione